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Potrebbe sembrare una curiosa coincidenza il fatto che nelle Regioni e nelle Aziende nelle quali si è raggiunto l’equilibrio economico, quasi sempre si è anche osservata una globale soddisfazione da parte di utenti (assistiti e pazienti) ed operatori; al contrario l’eccesso di spesa sanitaria, di solito, si accompagna con un’insufficienza nel governo del “sistema azienda” e nel contempo anche un basso livello di appartenenza/identificazione di utenti (assistiti e pazienti) ed operatori all’Azienda stessa.

In altri termini l’adeguatezza del Servizio Sanitario erogato, non solo appare compatibile con un contenimento della spesa, ma quasi sempre se c’è l’uno c’è anche l’altro.

L’ equilibrio economico non può che essere raggiunto esclusivamente con l’esercizio del governo aziendale su tutti i livelli. Governare peraltro, presuppone una leadership ad ogni livello che sia in grado di ridurre il conflitto, sostituendolo con la scomposizione dei problemi in elementi essenziali al fine di una loro regolamentazione e soluzione. Il “governo” presuppone pertanto una conoscenza puntuale della realtà e un’analisi dei dati sia oggettivi (attività) sia soggettivi (problemi posti da utenti e operatori) per una verifica continua per il perseguimento degli obiettivi e dei risultati. Il governo del sistema sanitario è quindi una pratica gestionale che si legittima presso i cittadini con un’incessante verifica dei dati e dei fatti, in relazione ai livelli essenziali di assistenza (LEA) e all’equilibrio economico (di sistema o di azienda).

Come conseguenza dei LEA, peraltro, ai sistemi regionali e alle Aziende Sanitarie rimane, e quindi si richiede, in definitiva di assumersi la responsabilità di un governo in grado di controllare solo una piccola percentuale dell’intera spesa sanitaria. Ad oggi in Italia, il divario tra la Regione più virtuosa e quella meno performante si gioca su una differenza di 5-6 punti percentuali, rispetto ai rispettivi fondi.

Da ciò deriva che chi riesce a controllare questo livello del 5% ha la bocca fuori dell’acqua, di converso chi non ci riesce, rischia l’asfissia.

Il pre-requisito sostanziale del governo è quindi disporre di uno strumento che permetta di regolare costantemente tale livello, mediante la disponibilità di un sistema informatico che capitalizzi il patrimonio informativo aziendale, in grado di rappresentare nei minimi dettagli la realtà aziendale in termini di ciò che avviene e come avviene.

Da qui nasce l’esigenza del datawarehouse che, per le caratteristiche sopra indicate, deve essere completo e non focalizzato meramente su un singolo aspetto della gestione aziendale (finanziario, controllo di gestione, flussi, ecc… ). L’altra fondamentale caratteristica è la fruibilità distribuita, per competenza, a tutti i livelli aziendali, coniugata con una semplicità d’utilizzo che consenta di focalizzarsi sull’analisi dell’informazione piuttosto che sulle modalità di estrazione del dato.

Il progetto: DSP possiede una profonda conoscenza dell’organizzazione del mondo sanitario sia internamente alla Azienda Sanitaria (territoriale o ospedaliera) sia del suo rapporto con gli organismi sovraziendali di governo. Questa esperienza ci consente di proporre sempre un progetto che, utilizzando le componenti di base già affinate dall’esperienza maturata su analoghi progetti, garantisce l’Azienda nella predisposizione, in modo semplice ma efficace, di un proprio Datawarehouse e Sistema Direzionale, calibrato sulle esigenze e sulle specificità della stessa. DSP “conduce per mano” lo sviluppo del sistema, preservando l’Azienda sanitaria dal commettere “passi falsi” che possano precludere il raggiungimento dei risultati che, essendo di ampio respiro, potrebbero vanificare l’intera operazione.

L’utilizzo di tecnologie di avanguardia e universalmente riconosciute come leader nel proprio ambito, consentono di garantire una soluzione al massimo delle performances nel totale rispetto delle esigenze dell’Azienda Sanitaria.